Geste symbolique (gesto simbolico), Tela 1. tech.mista | collage su tela, 60 × 60 cm, Rome, 2021, collezione privata.
Sadegh Hedayat, Tehran 1903 / Parigi 1951, è uno dei più letti e discussi scrittori iraniani. Negli ultimi anni di liceo france- se di Tehran scrisse il suo primo libro L’uomo e l’animale e curò un volume dedicato alle quartine di Omar Khayyam. Andò, per gli studi universitari prima in Belgio (1925—1926) e poi in Francia (1926—1930). A Parigi scrisse diversi racconti tra quali Sampingue e Lunatique; pubblicò I benefici del vegetarianismo, I canti di Khayyam, La magia in antica Persia.
La civetta cieca (1930), tre raccolte di racconti: Interrato vivo (1930), Tre gocce di sangue, e Il Chiaroscuro (1932), Neiranghestan (il libro dell’invocazione), La carovana dell’I- slam (1934), Hadji Agha (1945), Il cannone di Morvari (1947), Il messaggio di Kafka (1948), sono tra i suoi scritti più noti. Alcuni di loro sono tradotti in diverse lingue; La civetta cieca fino ad oggi è tradotto in 30 lingue.
Vermicelli Persiani trae ispirazione dalle lettere di Sadegh Hedayat a Hassan Chahid-Nourai (1946—1950). Le lettere sono una testimonianza dei suoi ultimi anni di vita a Tehran, dei suoi interessi letterari, dei rilevanti avvenimenti politici e sociali di quegli anni per lui insopportabili e del suo gesto estremo di autoesiliarsi.
Hedayat si tolse la vita a Parigi il 9 aprile 1951.
Sadegh Hedayat, Tehran 1903 / Paris 1951, is one of the most widely read and discussed Iranian writers. While at the French lycée in Tehran, he wrote his first book, Man and Animal, and edited a volume dedicated to the quatrains of Omar Khayyam. He pursued university studies first in Belgium (1925–1926) and later in France (1926–1930). In Paris, he wrote several short stories, including Sampingue and Lunatique, and published The Benefits of Vegetarianism, The Songs of Khayyam, and Magic in Ancient Persia.
The Blind Owl (1930), three collections of short stories, Buried Alive (1930), Three Drops of Blood, and Chiaroscuro (1932), as well as Neiranghestan (The Book of Invocation), The Caravan of Islam (1934), Hajji Agha (1945), Morvari’s Cannon (1947), and Kafka’s Message (1948), are among his best-known works. Several of them have been translated into many languages; The Blind Owl alone has so far been translated into thirty languages.
Vermicelli Persiani draws inspiration from Sadegh Hedayat’s letters to Hassan Chahid-Nourai (1946–1950). These letters bear witness to the final years of his life in Tehran, to his literary interests, to the major political and social events of those years, which he found unbearable, and to his extreme decision to exile himself voluntarily.
Sadegh Hedayat took his own life in Paris on April 9, 1951.
Vermicelli Persiani era un solo installazione, in tre parti:
L’epistolario di Sadegh Hedayat, riscritto in venti opere su tela;
tra 1946 e 1950 Hedayat scrisse lettere al suo amico,
Hassan Chahid-Nourai, delle quali soltanto 82 lettere furono ritrovate.
Il Viaggio da Tehran a Parigi tracciato in neon ed aluminum;
Interferences, un video originale in bianconero creato dalla artista
per la mostra, era strutturato in cinque capitoli. Era prodotto da
Beatrice Bulgari per la fondazione In Between Art Film.
La mostra era in Studio SALES, da marzo a maggio 2022, a Roma, e curata da Laura Cherubini.
Brouhaha (confusione) dettaglio di tella 6, tech.mista | collage su tela, 50 × 50 cm, Rome, 2021, collezione privata.
Absurdité (assurdo), dettaglio di tella 8, tech.mista| collage su tela, 50 × 50 cm, Rome, 2021, collezione privata.
Bête pourchassée (bestia in gabbia), dett. di tela 19, tech.mista | collage su tela, 50 × 50 cm, Rome, 2021, collezione privata.
Il Viaggio da Tehran a Parigi tracciato in neon ed aluminum.
Interferences al centro, un opera concettuale in video, dedicato alla vita, lavoro, e la leggenda di Sadegh Hedayat. Il video era visto in loop durante la mostra.
Parigi e Tehran, le linee di neon erano tracciate sulla calligrafia di Sadegh Hedayat’.
Interferences parte del capitolo 5
“Un fiume d’argento brillava sull’acqua nera… aria era immobile”
- Sadegh Hedayat, Chiaroscuro 1933
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